PALCOSCENICO
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A cavallo degli ’90 e del 2000 era uno dei riferimenti per chi avesse voluto sviluppare una cultura musicale. Enrico Silvestrin volto di Mtv e di altri programmi di musica di quel periodo storico oggi ha rinunciato alla carriera televisiva per la radio. Conduce un programma sull’emittente radiofonica laziale Radio Radio ed è soddisfatto di essere ormai un punto di riferimento per cittadini che denunciano attraverso la sua voce il sistema socio-culturale del nostro Paese, ormai corrotto.

 

Enrico ti ascoltiamo tutti i giorni in Radio come “paladino dei cittadini” perché nel tuo programma radiofonico “Alti e bassi” su Radio Radio denunci i “fattacci” della nostra Penisola?

Si, anche quella è stata una bella scommessa perché ho iniziato con un programma musicale, e poi sono stato promosso per condurre “Alti e bassi” nella fascia oraria mattutina, che è la più importante. Da lì in poi ho iniziato ad affrontare problemi di attualità, ed oggi come oggi non saprei rinunciare a questo mio spazio.

 

Sei soddisfatto del rapporto che si crea con i radioascoltatori che ti vedono come il loro punto di riferimento, e come veicolo per manifestare tutto il loro disappunto per un sistema che in Italia non va come dovrebbe?

Per me è più che soddisfacente perché il pubblico rappresenta una risorsa non indifferente. È il confronto con la realtà.

 

Tra le tante denunce provenienti dai radioascoltatori qual è quella che ti fa riflettere di più rispetto all’andamento socio-culturale di questa società?

Intanto non si tratta di un solo elemento. Un elemento ti può dare la spunto di riflessione ma poi ti accorgi che più elementi ti riconducono ad un macro dinamica, che è una piaga sociale che ci portiamo avanti da molto tempo e che negli ultimi 20 anni si è anche accentuata, ed è quella che ha spappolato il Paese creando una divisione sociale gigantesca.

 

Secondo te il potere nella mani e nelle tasche di poche persone cosa ha determinato?

Una scomparsa della meritocrazia e anche della voglia di compromettersi. Non a caso molte persone stanno senza lavoro, stanno ferme senza nemmeno provare a cercarselo. C’è una percentuale altissima tra precari e disoccupati. Chi ha un lavoro oggi se lo deve tenere strettissimo, perché diventa un bene fondamentale. Abbiamo una classe politica interessata a tutelare i propri interessi, invece con il mio programma cerchiamo di avere un po’ di sensibilità verso questo tipo di problematiche. L’altro lato della medaglia è che nonostante la gente però abbia dei problemi li denuncia sui social e al massimo sul divano di casa, mentre se fossero stati altri tempi ci sarebbe stato senz’altro un movimento sociale.

 

Risalendo ai tuoi inizi, sei stato il primo vj italiano ad esplorare l’estero. Che ricordo hai dei tempi in cui vivevi in giro per l’Europa?

In Inghilterra dove ha appreso buona parte del mio mestiere c’era un sistema che ho fatto mio col passare del tempo. La prima settimana ti veniva spiegato il lavoro e poi quella successiva eri già abbandonato a te stesso. Sono uno che si è sempre scritto tutto da solo anche se avevo a disposizione gli autori. Nessun altro ti può suggerire le parole, ma devono essere sempre le tue. Da noi non funziona così: prendi uno qualunque, gli metti gli autori vicino e ti racconta quello che gli altri hanno scritto. La mentalità anglosassone l’ho sposata per bene perché è la stessa mia come mentalità e modo di pensare. Mantengo ancora oggi un mood di lavoro basato sulla differenziazione cercando di essere il più originale possibile, anche perché la curiosità è una delle componenti più forti del mio carattere, ed ho cercato sempre di essere il più alternativo possibile. Per me tutto ciò è stato sicuramente positivo ma anche un deterrente perché una Rete non asseconderebbe un modo così di fare televisione. Si ragiona in maniera diversa ed è uno dei motivi per cui posto per me in tv non ci può essere.

 

 

Ti è mai successo di fare qualcosa che non ti piaceva ?

Si quando facevo le fiction. Mi dispiace solo di aver chiuso la carriera del cinema e della televisione ma non ce la potevo fare. Mi sono sentito obbligato a farlo per la qualità delle proposte che ricevevo. Ma oggi so per cento ciò che non mi va più di fare, ho fatto una cernita soprattutto per un discorso di divertimento :se mi ritrovassi a fare un lavoro anche ben retribuito però non soddisfacente per m, mi annoierei.

 

Hai mai pensato di ritornare a Londra oppure a trasferirti negli Stati Uniti, luoghi verso i quali hai la tua completa devozione artistica?

Quella è una realtà ormai conclusa. Non ci sarebbe niente che io potrei fare adesso lì. La mia realtà attuale è radicata in me. Dovrei reinventarmi, e onestamente a 45 anni, un figlio e una compagna la vedo dura.

 

In questo periodo storico in cui chiunque scrive un libro, una cosa del genere è passata anche a te per la testa?

No. Continuo a coltivare la mia passione per la scrittura musicale, e quando riesco piazzo qualche canzone per degli artisti.

 

Di recente con quale artista hai collaborato?

Per J-Ax ho scritto tre brani per il suo ultimo disco da solista ed ho anche suonato nella sua band. Lui trovava strano e denigrante per me che io suonassi nella sua band, invece io lo trovavo figo perché per me suonare significa avere dei concerti, fare le prove. Sono le cose con cui sono cresciuto e probabilmente e cose che so fare meglio.

 

Ripsetto al web reality dice:

Nonostante da un certo punto di vista il web reality della Titanus era lontano dalle cose che facevo in tv., ho accettato il game show della Titatnus per curiosità professionale. Mi ha stimolato questo progetto e così mi sono imbattuto nelle regole e nelle dinamiche di questo gioco, e per me è stato davvero divertente realizzare questa lunga giornata di lavoro durante la quale abbiamo portato a termine tutte le riprese.

 

 

Ti sei adeguato ai tempi, quindi hai accettato il passaggio dalla tv al web, oppure la tv ti affascina sempre?

In genere non sono una persona che vive di rimpianti, sono soddisfatto di quello che faccio adesso. Sono impegnato da tre anni con la radio ( Radio Radio ) e sono contento di come la faccio. Però se un domani dovesse capitare sono pronto a vagliare qualsiasi proposta. Di certo non sono uno che si mette a scrivere un format perché ho necessita di tornare necessarimante sullo schermo.

 

INTERVISTA  acura di Flavio Iacones pubblicata sulla rivista Mensile NUOVISSIMO GOSSIP

 

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