In queste ultime ore, il mondo della moda e dello spettacolo si è stretto a Roma nell’ultimo abbraccio a Renato Balestra, il decano dei couturier scomparso il 26 novembre, a 98 anni.

Nato nel 1924 a Trieste, ma radicatosi nella Città Eterna, a Balestra spetta il merito di aver mantenuto viva la tradizione dell’alta sartoria a Roma, anche in decenni in cui la haute couture sembrava essere sparita dalla capitale, risucchiata dal pret a porter e dalla fast fashion. Balestra è stato innegabilmente l’ambasciatore dell’alta moda italiana al mondo, con viaggi, presentazioni, mostre, sfilate, in tutti i continenti. Fino a guadagnarsi l’appellativo di globetrotter della moda. Dal punto di vista dello stile, preferiva l’eleganza classica, le costruzioni sartoriali donanti per la silhouette femminile e i ricami dosati. Amava così tanto il color fiordaliso (“sta bene a bionde e more” diceva) da eleggerlo suo colore preferito e da inserirlo in ogni sfilata, ribattezzandolo Blu Balestra, un intenso blu brillante, diventato negli anni il simbolo della celebre maison italiana.

È tra i primi designer a credere nel licensing, lancia il profumo Balestra nel 1978 e nel corso degli anni esplora e sviluppa con successo varie categorie di prodotti: oltre alle fragranze anche trucco, valigie, occhiali e articoli e tessuti per la casa. La sua creatività ha arricchito le collaborazioni con grandi marchi internazionali, disegnando per esempio le uniformi per il personale di Philippine Airlines (1985), per Alitalia (1986), e per i manager degli stabilimenti Agip Petroli (1988). Tra questi, c’è la Maison Balestra, fondata a Roma nel 1959 dallo stesso Renato. Nel 2022 la storica maison ha vissuto una naturale metamorfosi e inaugurato una fase nuova, sotto la guida delle figlie del fondatore, Fabiana e Federica Balestra, e di sua nipote Sofia Bertolli Balestra. Un team creativo di giovani designer è stato selezionato per dare vita a una nuova poetica e narrazione, capace di portare il brand nel futuro, nel rispetto dell’eredità del passato. Libertà e forza creativa – vera anima della moda e dello stile di Balestra – oggi rientrano in una più ampia visione di inclusione ed empowerment, coerente con la natura cosmopolita del nostro vivere sempre più globale e interconnesso.

La passione per il cinema lo porta a disegnare i costumi per Ava Gardner, per Gina Lollobrigida e per Sophia Loren.

Nel 1958 inizia a presentare le sue collezioni negli Stati Uniti, da Los Angeles a New York. Debutta a Hollywood con grandi attrici come Tina Louise, Joan Bennett, Natalie Wood, lavorando come designer per star del cinema come Elizabeth Taylor, Claudia Cardinale, Marina Cicogna.

L’interesse unico per le arti – tra cui il teatro – lo spinge a disegnare i costumi per Così è (se vi pare) diretto da Franco Zeffirelli (1985), la Cenerentola di Rossini al Teatro dell’Opera di Belgrado (1988) e Il cavaliere della rosa di Strauss al Teatro Verdi di Trieste (in occasione dell’apertura della stagione lirica nel 1999). Qualche anno dopo torna a disegnare i costumi del musical Cinderella, prodotto da Broadway-Asia Entertainment, che tocca le maggiori città asiatiche e arriva fino in America in un tour mondiale tra il 2009 e il 2011. Nel 2019, oltre ai costumi, disegna la scenografia per Il lago dei cigni di Tchaikovsky per il Teatro dell’Opera di Belgrado.

La corrente di pensiero di Renato è stata la valorizzazione sapiente, concentrato di arte, design e tecnologia Made in Italy per esaltare i principi di eccellenza e innovazione, oltre ai valori umani che da sempre la contraddistinguono. Balestra fonde il passato nel futuro e continua a evolvere, a innovare, per mantenere l’artigianalità sempre al centro del nostro domani.

GRAZIE PER AVERCI REGALATO E FATTO SOGNARE CON LA TUA VISIONE DI BELLEZZA E DI ELEGANZA ETERNA….

COME TE.

CIAO RENATO!

Desiré De Caria Interior Stylist

 

Condividi