IRONICAMENTE EMPATICA
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IRONICAMENTE EMPATICA

Si celebra oggi, 25 marzo , la prima edizione del Dantedì, giornata dedicata al sommo poeta Dante Alighieri. Simbolo della cultura, della lingua e dell’unità del nostro Paese.

Un’intera giornata dedicata a Dante Alighieriistituita dal Consiglio dei Ministri italiano. La prima edizione è stata prevista quest’anno in vista del 2021, quando si celebreranno i 700 anni dalla morte dell’autore della Divina Commedia.

Ed è proprio da questo magnate della letteratura italiana che parte oggi la mia riflessione…le mie pillole di empatia.

“…Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona…”

A mio avviso, questi sono tra i versi più belli della commedia dantesca.

Ci troviamo nel canto V dell’Inferno, il cosiddetto canto di Paolo e Francesca.

Una coppia di amanti, la cui passione li condusse alla morte.

Siamo nel secondo girone, quello dei lussuriosi, cioè quei peccatori che durante la vita hanno perseguito la soddisfazione dei piaceri contro ogni regola, abbandonandosi alle passioni. Sono puniti da un vento senza sosta che li trascina lungo tutto il girone. È la famosa legge del contrappasso. Per questi dannati che durante la vita si sono invece fatti guidare dal vento delle passioni.

Adesso concedetemi un po’ di leggerezza, dopo un’introduzione così “alta”.

Sono giornate di “quarantena” per tutti noi. Assolutamente vietato ogni spostamento, se non per effettiva necessità. Intesa come andare a lavoro, per chi, purtroppo, è costretto a farlo. O fare la spesa, uno per famiglia, possibilmente una volta a settimana. E ancora, per necessità mediche.

Tutti insieme appassionatamente, nelle nostre case, alcuni lontano dai loro affetti.

C’è chi è arrivato al culmine dell’esaurimento nervoso, chi non sopporta più il partner. Chi vorrebbe evadere da figli e faccende domestiche, ma, ahimé, non può!

E gli amanti clandestini… come staranno vivendo quest’isolamento? Saranno in grado di rispettare le regole? O, alla prima occasione utile ne approfitteranno?

Non è dato sapere…

So che questo non è un tema che rientra nell’emergenza sanitaria che sta mettendo in ginocchio la nostra bella Italia, ma concedetemi un minimo di leggerezza.

Non posso fare a meno di pensare che tra le impennate di videochiamate registrate in questo periodo dagli esperti, ci sia una buona dose di chiamate hot. Amici miei, la passione è un fuoco difficile da domare. Come tenere a bada una belva simile?

Mi chiedo anche, quanti partner oggi, già duramente provati dalla convivenza forzata con mogli/mariti, siano in grado di gestire una scoperta simile.

Immaginate la scena. Lui, o lei, esce in piena notte per buttare la spazzatura, o semplicemente prendere una boccata d’aria. I controlli ci costringono a rimanere nei pressi di casa. Appena girato l’angolo telefono in mano e via alle danze!

La foga è tanta, il desiderio di sentirsi altrettanto, e il tempo, inesorabile, passa.

Nel frattempo, a casa, sale la preoccupazione. “Ma quanto ci vuole a buttare la spazzatura? Il cassonetto è davanti casa…E se si fosse sentito/amale? O peggio ancora, qualche delinquetello ha approfittato del buio per aggredirlo/a?”.

Il bimbo dorme, non succede nulla se mi affaccio un attimo in strada Ed ecco l’amara sorpresa, nessun delinquente, nessun malore. Solo un’inaspettata telefonata all’amante.

Complice la tensione di questi giorni, i risvolti potrebbero essere tragici.

Lo so… lo so… è uno scenario improbabile… Ma ne siete così certi?

In fondo al povero marito di Francesca (Dante ricordate?), è bastato poco per far fuori i due fedifraghi.

I due se ne stavano in giardino a leggere versi d’amore. Invano hanno tentato di resistere a quel fuoco che, inevitabile, ardeva sempre più nei loro corpi.

Paolo e Francesca erano amanti adulteri. Paolo era il fratello del marito di Francesca, Gianciotto. Quest’amore, forte, appassionato, li portò alla morte per mano del marito di lei.

Galeotto fu un libro che raccontava l’amore fra Lancillotto e Ginevra.

Torniamo ai nostri amanti ai tempi del Coronavirus. Abbiamo ipotizzato un’amara scoperta, che potrebbe rivelarsi più fatale del virus stesso.

Proviamo ad immaginare come potrebbe essere la quotidianità di due amanti in questo momento così critico.

Impensabile vedersi, se non in videochiamate rubate agli occhi indiscreti dei propri partner.

I più temerari, dovrebbero avere anche la fortuna di vivere abbastanza vicini, potrebbero osare incontri veloci tra una spesa e l’altra.

A questo punto sorge un nuovo timore. Quanto ci si può fidare di colui o colei che, non vivendo con noi, quindi al di fuori del nostro controllo, può sottovalutare in questo momento le tanto ripetute regole per difendersi dal contagio?

Nel dubbio, si preferisce la classica chiamata, vocale o video. L’importante è limitare il contatto fisico.

Ed ecco che inizia l’odissea dei messaggi rubati, lunghe sedute al bagno con la porta serrata. Attese, a tratti sfiancanti, che l’altro crolli davanti la tv, in maniera tale da avere, finalmente, campo libero.

Sono momenti duri per i nostri poveri amanti, all’angoscia del virus, l’attesa del giorno in cui potranno riabbracciarsi. Intanto la passione, il desiderio, diventa l’antidoto alla paura, alla noia che in queste interminabili giornate regna sovrana.

Probabilmente loro, adesso, hanno quel qualcosa in più che i “comuni mortali” sembrano aver perso. La speranza…

La stessa Francesca, condannata all’Inferno, vittima di quel vento incessante, come la passione che la tradì. Atrocemente punita per il suo peccato, non ha mai rinnegato il suo amore per Paolo.

Mi prese del costui piacer sì forte, che come vedi, ancor non m’abbandona”.

Come ci ricorda il grande Fabrizio De Andrè, “L’inferno esiste solo per chi ne ha paura”.

Adesso più che mai, la paura è qualcosa che non possiamo assolutamente permetterci…

E allora ben venga Dante e i suoi magnifici versi… Ben venga anche un po’ di sana ironia…

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