BUGIE, SEGRETI E CONTRADDIZIONI SUL CASO MARIO BIONDO

Sono passati ormai 8 anni da quel tragico giorno in cui un ragazzo di nome Mario Biondo venne trovato senza vita nel salotto di casa sua a Madrid. Da subito gli inquirenti spagnoli parlarono di suicidio, tesi che però non ha mai convinto la famiglia del ragazzo. Sul caso ci sono stati molti punti palesemente poco chiari ,si è trattato di suicidio o di un misterioso omicidio?
Ma andiamo per ordine e cerchiamo di ricostruire i fatti di questa triste storia che ha toccato il cuore di tutta Italia e non solo…
Mario Biondo viveva e lavorava come cameramen a Madrid, per alcune importanti trasmissioni televisive,e proprio lavorando per la trasmissione “Isola dei famosi” spagnola incontra la sua futura moglie Raquel Sancez Silva, famosa inviata del programma. Tra i due scatta subito la passione, che li unirà in matrimonio a soli pochi mesi dalla loro conoscenza.
Quasi un anno dopo, il 30 maggio 2013, Mario viene trovato morto nel salotto di casa sua dalla domestica che spaventata ha chiamato subito i soccorsi.

Sul posto arriva la polizia spagnola, che archivia il caso come suicidio, ma i genitori di Mario non accettano la decisione delle autorità spagnole spingendo fortemente per la riapertura del caso da parte delle autorità italiane. Un’archiviazione tempestiva senza neanche delle indagini accurate, con un autopsia che secondo alcuni addetti ai lavori lascia molto a desiderare infatti il medico legale Spagnolo ha dichiarato che lo stomaco di Mario era vuoto tesi smentita dagli inquirenti italiani.
Un’autopsia superficiale che non ha nemmeno individuato il grande solco sulla nuca , un segno strano per una persona che si è impiccata da sola.
Dal secondo esame autoptico, sono emerse numerose incongruenze che spingono gli inquirenti spagnoli ad iscrivere nel registro degli indagati il medico legale che effettuò la prima autopsia. Aggiungiamo pure che la casa in cui è stato trovato il cadavere di Mario, non è stata messa neanche sotto sequestro per delle ulteriori verifiche del caso.
Una volta che la polizia spagnola ha portato via il corpo del povero Mario sono state riconsegnate le chiavi di casa alla moglie impedendo di poter analizzare la scena del crimine. Infatti, sul collo di Mario c’era un doppio segno di stretta incompatibile con la pashmina, sono state trovate contusioni sulla fronte che c’entrano ben poco con l’impiccagione.
Inoltre nel salotto del crimine, gli oggetti che si trovano sulla libreria (poco resistente) dove si sarebbe impiccato, erano tutti in ordine nonostante il suo peso corporeo e nonostante gli spasmi provocati dalla morte per soffocamento, per non parlare della posizione del corpo totalmente innaturale, infatti i piedi del giovane ragazzo toccano a terra.
Secondo l’avvocato della famiglia del ragazzo un’altra stranezza è stato il trasporto (dalla Spagna in Italia )della salma senza nessuna protezione zincata infatti la salma era solamente avvolta da celofan non permettendo a chi avrebbe dovuto indagare di rilevare tracce o eventuali prove. Si aggiungono le perizie effettuate sui computer presenti nell’appartamento, Da queste analisi emergono numerose ricerche su internet mirate a scoprire dei video hard che avrebbero potuto vedere La moglie come protagonista.
Inoltre dalla perizie, risulta che sul computer di Mario, dal quale sarebbero stati cancellati 996 gigabyte di memoria, sia stato installato un software per essere controllato a distanza. Infine sembra che il computer sia stato collegato a varie reti Wi-Fi, in un periodo post mortem del cameraman.

Rachel 

Alle domande degli inquirenti italiani, sui computer, Raquel in Tribunale in un primo momento smentisce di aver affidato il dispositivo ad un tecnico esterno, ma solo in un secondo momento smascherata dagli inquirenti correggerà la prima versione ,affermando di aver solo cancellato delle foto personali insieme a suo cugino, che lavora come tecnico informatico.
La vedova, durante l’udienza sembra arrampicarsi sugli specchi cercando di dare giustificazione a delle palesi bugie.
Nei mesi successivi viene disposta una terza autopsia sul corpo di Mario che conferma nuovamente l’ipotesi del suicidio, ma secondo la famiglia anche in questo caso ci sono state delle incongruenze legate ai reperti che mostravano anomalie nella numerazione.

Mario non aveva davvero nessun motivo per togliersi la vita,la sua vita stava andando per il meglio tanto che La sua carriera di regista stava finalmente muovendo i primi passi verso la direzione giusta.Stava organizzando una vacanza a Madrid con i suoi familiari. Ne aveva parlato fino a pochi minuti prima di morire con la sorella via chat su Facebook.
Mario, era un giovane uomo con grandi progetti.
Un matrimonio all’apparenza felice infatti Con lei voleva gettare le basi per una famiglia, la sua famiglia. E ce la stava mettendo tutta, infatti il 5 giugno di quel terribile anno la coppia si sarebbe dovuta sottoporre all’inseminazione artificiale per avere un figlio .
A testimoniare tutto questo non sono solo i familiari ma tutte le persone che hanno avuto contatti con la coppia.
Ma quella sera Raquel non era con lui. La stessa conduttrice ha dichiarato che il giorno in cui è stato trovato morto suo marito lei si trovava a Plasencia una cittadina a 150 km da Madrid presso la casa della madre per assistere uno zio malato.
Mentre alcuni giornali a quanto pare smentiscono la tesi della conduttrice riferendo la possibilità che potesse essere stata invitata ad una festa a casa di un amico nella capitale.

La donna si è sempre opposta alla riapertura del caso, sostenendo la tesi del suicidio.

Ma vi sembra normale questo atteggiamento della moglie?
Tra La famosa conduttrice e la famiglia Biondo il clima non è dei migliori fin dai primi giorni dopo la morte di Mario. La famiglia non crede assolutamente all’ipotesi del suicidio a differenza di Raquel.
Per queste motivazioni ci sarà una vera e propria chiusura di ogni rapporto tra la famosa conduttrice televisiva spagnola e la famiglia di Mario.
La nota conduttrice inoltre in più occasioni ha denunciato i familiari del marito ritenendo che i genitori di Biondo abbiano avviato contro di lei una “campagna di molestie”.
Nel frattempo, la famiglia di Mario inizia una battaglia legale che ha come obiettivo di far luce sulla tragica fine di Mario, convinti che si sia trattato palesemente di un omicidio.
La Procura di Palermo inizia così una inchiesta complessa che si conclude con una prima richiesta di archiviazione dopo avere disposto la seconda autopsia, affidandola al professor Paolo Procaccianti. Il noto medico legale palermitano aveva concluso per un suicidio ma le conclusioni del suo operato sono state duramente criticate dai consulenti dei Biondo, al punto da arrivare a fare disporre un’altra autopsia affidata a un gruppo di esperti.
Ma anche questa volta gli esperti convergono sull’ipotesi del suicidio. A questo punto arriva nuovamente la richiesta di archiviazione da parte della Procura Generale ma il Giudice per le indagini preliminari, sostiene fermamente che sono troppe le anomalie e le contraddizioni evidenziate, a cominciare proprio dal solco dietro alla nuca che “non può di certo essere ricondotto alla sciarpa”. Anche su quello che successe sul computer di Mario si dovrà fare chiarezza.
Negli anni sono stati tanti gli interventi in tv da parte della madre,una madre guerriera pronta a tutto anche a costo di andare contro il sistema ad indagare insieme agli inquirenti e agli avvocati.

Svolta sulle indagini:Mario non sarebbe stato da solo nel momento della sua morte.

La famiglia Biondo non ha dubbi:

il ragazzo sarebbe stato ucciso. Ma chi sono gli assassini?E soprattutto quali sono le motivazioni dell’assassinio di Mario?
I consulenti della società Italo-americana “Emme” mediante un recentissimo studio degli indirizzi IP e alla loro geolocalizzazione, come reso noto in alcune trasmissioni televisive avrebbero identificato due persone collegate ai profili social di Mario nei momenti antecedenti e susseguenti alla sua morte. Proprio i dati e le attività sui social avrebbero ora permesso “di identificare almeno due persone coinvolte quella notte e presenti all’interno dell’appartamento e nelle sue immediate vicinanze”.
Quindi Mario non sarebbe stato da solo nella casa in cui è poi stato trovato senza vita.
Alla luce di questi ultimi elementi , la “Emme Team” in collaborazione con i legali della famiglia Biondo consegnerà l’intero lavoro alla procura di Palermo. Ci sono ancora troppi elementi che in questo caso non tornano, l’augurio più’ grande è che si possa arrivare una volta per tutte alla verità perché la famiglia e lo stesso Mario merita giustizia!!

Luigi Migliaccio

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