Narcisista

E se adesso me ne uscissi con una parolina a caso, tipo “delusione”? Quanti pensieri affollerebbero la vostra mente?

Alcuni psicologi sostengono che per evitare la delusione, occorre equilibrare la propria personalità.

Secondo questa teoria, quanto più si è equilibrati, tanto più si è immuni da questo virus esistenziale. Dunque, una persona positiva non può accontentarsi di convivere con essa, ma è necessario che si dia da fare per migliorare la propria personalità.

Ma come? Semplice, rimuovendo le personalità critiche che sono la causa di tante nostre delusioni.

Detta così non fa una piega. Quante volte, sicuramente troppe, ci siamo detti e imposti di allontanare le classiche “persone negative” dalla nostra vita. Ma niente, volenti o nolenti, continuano a gravitarci intorno. Colpa loro? Nostra? Sta di fatto che la loro presenza, anche quando si trasforma in assenza, rimane spesso ingombrante.

Esiste poi un’altra forma di delusione, quella verso noi stessi. Verso obiettivi clamorosamente mancati. Fallimenti indesiderati.

Ed ecco che, senza rendercene conto, subentra una forma di sopravvivenza personale. Un guscio dentro il quale nascondersi. Una sorta di forma mentis per cui “ci si stanca anche di rimanerci male…

Quanta rassegnazione in quello scolaretto di appena nove anni e mezzo, protagonista della striscia a fumetti Peanuts di Schulz. Lo chiamano Charlie Brown.

E ci si stanca, diamine se ci si stanca! Ci si arrende al fato. Si tira l’ennesimo sospiro e si va avanti. Ci si convince di essere abbastanza forti da superare anche questa nuova sfida. Ci si illude di avere spalle abbastanza grandi. Si rivedono le proprie priorità, si spera in tempi migliori.

Perdonate questo mio sfogo diaristico.

 

E che centomila abbiano avuto delusioni, diminuisce forse il dolore di chi viene deluso?

 

Cesare Pavese comprese bene quanto il poter affermare di “non essere gli unici” poco vale quando è con la propria pelle che bisogna fare i conti.

Ci si stanca amici miei… ci si stanca anche di rimanerci male.

Neanche pochi giorni fa mi sono ritrovata a condividere di getto pensieri così intimi e personali attraverso un banale stato whatsapp. Pratica per me insolita. Abbondo in foto o aforismi, ma ho sempre avuto non poche difficoltà a condividere “i miei pensieri”. Gli sfoghi, spesso indesiderati, della mia anima. Eppure l’ho fatto, quasi come colta da una sorta di indomabile raptus.

Ed eccolo lì, in men che non si dica, a fare capolino sul mio stato. 24 ore di visibilità ad un qualcosa che il più delle volte non riesco a vedere lucidamente neanche io.

 

Si nasconde tra le righe la mia delusione

 

Sono in grado di attraversare qualsiasi tempesta ed uscirne più forte di prima. Ho imparato che nella vita tutto, prima o poi, passa. Il dolore, la delusione, il rimpianto e la paura. Ciò che rimane sono le persone che, nel frattempo, hanno avuto cura della mia anima. Anche se muta. Ci sono cose che abbiamo bisogno di affrontare in solitudine. Questo non significa essere incapaci di “sentire”. Sentire  chi ha percepito il tuo dolore. E, soprattutto, non ne ha fatto motivo per alimentare il tuo disagio”.

 

Quasi senza rendermene conto le ho dato voce. Mi fissa dritta negli occhi. Quasi a voler dire, “cara mia, non è detto che prima o poi tutto passa..

Non la delusione almeno, quella ti si tatua addosso. Non te la levi più, dovrai semplicemente imparare a conviverci. Sapendo che quasi sicuramente non sarà l’ultima.

 

Parla il deluso. Cercavo uomini grandi e trovai soltanto le scimmie del loro ideale

 

Si commenta da sé questa bellissima massima di Friedrich Nietzsche.

Probabilmente sta tutto qui il malessere che una delusione porta. Si cerca la grandezza, in ogni “chi” o “dove”, per poi ritrovarsi “le scimmie del loro ideale”.

Fino a raggiungere una sorta di pace interiore, di compromesso con sé stessi. Arrivare, quasi banalmente ad accettare un “ci si stanca anche di rimanerci male”.

La delusione è cibo per il narcisista. Il pranzo della domenica, l’abbuffata di Natale.

Un tenero bocconcino da conquistare, divorare fino all’osso. Per poi lasciarlo lì e passare velocemente al successivo.

L’illusione della grandezza in tutta la sua mediocrità. Il faro che non sarà mai luce. Il rimpianto di non aver fatto abbastanza. L’ennesima occasione buona per sentirsi al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Chi inciampa in un narcisista conosce bene la sensazione di vuoto che la sua dipartita lascia. Perché i narcisisti hanno la capacità di arrivare d’improvviso, travolgere e stravolgere, per poi andarsene con la stessa velocità. Lasciando tremila domande alle quali difficilmente potremo dare delle risposte.

Con loro, purtroppo, non arriva mai il tempo del ci si stanca anche di rimanerci male.

Ma siamo finiti, chissà come, chissà perché, in un’altra storia. Forse un giorno vi parlerò anche di questa.

Intanto vorrei lasciarvi l’insegnamento di un grande uomo. Un ironico scrittore e giornalista che ci ha appena lasciato, Roberto Gervaso.

La vita senza cinismo sarebbe un tartufesco piagnisteo. Il cinismo te la fa vedere in faccia, con le sue rughe, le sue pieghe, le sue piaghe. Il cinismo non fa sconti a nessuno, neppure ai cinici che lo predicano e lo praticano. Il cinico non ti illude, non ti infonde fallaci speranze. Ti mostra le cose come sono. Il cinismo fa cadere le maschere dell’ipocrisia, delle pose senza sostanza e delle pretese senza fondamento. T’insegna a giudicare gli altri e a capirli. A sbugiardarli e a infliggergli il giusto castigo. Il cinico sa come andrà a finire, a differenza del fanatico, vittima di chimere, dogmi, pregiudizi”.

Aforista pungente e incisivo, Gervaso ci lascia un grande messaggio.

Cinismo amici miei, la vita si prende a calci con il cinismo. E con lei tutti i fanatici e finti buonisti che inciampano sul nostro cammino.

Impresa ardua lo so. Io stessa, a 40 anni suonati, sto ancora lavorando su questo. Probabilmente lo farò tutta la vita.

La vita è troppo bella per viverla in due”… Se siete ancora indecisi su quali letture estive intraprendere, questo è un testo di Gervaso che potrebbe dare un senso più profondo alle calde giornate d’estate che ci attendono. Soprattutto dopo questa lunga e costruttiva pausa.

Mi auguro davvero che, durante i mesi appena trascorsi, ognuno di noi abbia, in ogni caso, costruito qualcosa.

Anche se, con mia grande delusione, vedo tanta distruzione…