Tattoo LIFESTYLE tatuaggi mood

Tattoo LIFESTYLE tatuaggi mood Anche quest’estate ormai giunta al suo termine, ha visto sfoggiare sulle spiagge una quantità di persone sempre più tatuate. E’ nel 1769 che il capitano inglese James Cook, approdando a Tahiti, osservando e annotando le usanze della popolazione locale trascrive per la prima volta la parola Tattow, derivata dal termine “tau-tau”, onomatopea che ricordava il rumore prodotto dal picchiettare del legno sull’ago per bucare la pelle.
Ma il tatuaggio è una pratica dalle origini antichissime.

Una tendenza sempre più diffusa dalle molteplici interpretazioni, mi ha spinto a conoscere più attentamente qual’è stato il tatuaggio più diffuso quest’estate. Contatto così Luca Coltelli, giovane tatuatore toscano.

Aria da teeneger vissuto, tatuaggi sparsi qua e la, accompagnati da qualche piercing, delineano la figura di questo Tattoo Artist appena trentenne.

Laureato con 110 e lode in pittura, all’Accademia di Belle Arti di Carrara, ci confida che da sempre ha avuto una predisposizione all’arte, così terminati gli studi inizia ad allargare i propri orizzonti attraverso mostre e fiere di arte contemporanea.

Nel 2013, proprio durante una mostra/ workshop a Pesaro, conosce il tatuatore Mino Luchena, che lo fa avvicinare al mondo del tatuaggio italiano.

La curiosità è tanta, che associata alla voglia di crescere professionalmente, danno lo sprint a Luca per iniziare un corso d’abilitazione alla carriera di tatuatore.
Incontro Luca in uno dei tre studi dove collabora, tra il Nord della Toscana e la Liguria. Mi accoglie da subito con gran gentilezza, mi racconta la sua visione del tatuaggio, quale sono quelli a lui più cari, e mi spiega che non si esiste una vera tendenza, i più gettonati sono sempre i soliti giapponesi, pollinesiani e old school. Luca, prosegue dicendo che all’inizio un tatuatore deve sperimentare tutto per poi trovare la propria direzione, come in effetti l’ha trovata lui. Mi racconta che spesso, si rivolgono a lui ragazzi, ma anche persone più adulte che non hanno idea di cosa fare sul proprio corpo, ma vogliono un tatuaggio solo per sentirsi alla moda. Prosegue, spiegando che poi ci sono i pentiti del tatuaggio quelli che lo vogliono eliminare, oppure ricoprire con un altro tatuaggio, creando così una “cover” sulla pelle. In tanti casi quindi mi fa capire, che il tatuaggio è vissuto nella maniera sbagliata, perché non c’è il giusto approccio ad esso, perché il tatuaggio secondo la filosofia di Luca è qualcosa che viene da dentro che racconta della persona che lo porta.

Una breve chiacchierata, con questo Tattoo Artist, con tanta voglia di crescere e sperimentare, che però mi ha fatto capire che ogni persona deve tatuarsi per un’esigenza, senza seguire mode e tendenze del momento. Quindi non esiste una vera tendenza, ma esiste solo una vera passione.

Cristiano Gassani

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