Michele Cioffi continua a fare parlare di sé…

Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e blogger, ha intervistato Michele Cioffi personaggio noto al grande pubblico per il successo che sta riscuotendo il suo libro ed il suo spettacolo teatrale.

 

Il 2022 è stato un anno ricco di storia per te. Raccontaci…

Assolutamente vero. E’ stato un anno straordinario per tutte le cose che sono venute, frutto di un impegno costante e di quella voglia unica di provare a realizzare i miei sogni. Ci sono stati diversi momenti importanti, diventa anche difficile catalogarli ma sicuramente in un ipotetico podio metto l’esperienza a CasaSanremo Writers dove sono riuscito ad arrivare in finale e vincere un premio straordinario per la critica; la trasposizione a Teatro ed al Cinema del mio libro e delle mie sceneggiature con la realizzazione dello spettacolo Teatrale “Se Ascoltato, il Cuore cura Sempre” e del Cortometraggio “Il Privilegio dell’Ultima Onda” entrambi portatori di risultati eccezionali visto il tour teatrale appena concluso e gli oltre 25 riconoscimenti nazionali ed internazionali del cortometraggio. Al primo posto però di questo podio metto il lavoro costante fatto e che continuerà sempre con le opere sociali nei confronti di chi soffre. Come sempre fatto nella mia vita, ancor prima di dedicarmi al mondo dello spettacolo, è sempre stato ben impresso che ogni cosa fatta o da realizzare dovesse essere diretta anche e soprattutto verso si trova in difficoltà. Ogni evento fatto durante il 2022 dimostra proprio questo, sono state raccolte somme importanti da devolvere alle varie Associazioni e Fondazioni che di volta in volta hanno affiancato il mio cammino. Tengo a precisare che per ognuna di esse, in modo tangibile sono stati realizzati degli obiettivi precisi, perché con la beneficienza non si scherza ed in questi casi la trasparenza è un bisogno fondamentale da eseguire. Ringrazio in questo senso Fondazione ANT, Fondazione Cave Canem, la Comunità l’”INCONTRO” per tramite dell’Associazione Un Angelo per Amico 2000, Fondazione Telethon, Associazione AIPD Anzio e Nettuno, e tante altre realtà alle quali in qualche modo con una parte dei proventi degli spettacoli si è riusciti a dare un piccolo sollievo.

Il tuo libro ha ottenuto grande successo. Premi e riconoscimenti innumerevoli. Ne sei soddisfatto?

Impossibile non esserlo, fin dalla sua uscita, pur non essendo appoggiato da nessuna casa editrice, ho avuto ben chiaro il fatto che avrebbe potuto fare un percorso straordinario che peraltro a mio avviso non è ancora neanche a metà delle sue potenzialità, e così è stato. Hanno prevalso sui luoghi comuni, il Cuore, un impegno costante, gli angeli che mi proteggono e cercare sempre di migliorare dagli sbagli fatti. “Non Avrai bisogno di chiedere” è lo scrigno dei miei sogni, dal quale tirare fuori idee continue che a volte sorprendono dapprima me stesso. Vederlo arrivare alla prima ristampa dopo oltre 10mila copie vendute, ripeto senza supporto di alcuna casa editrice, è un motivo di forte orgoglio per me.

Tu provieni da un mondo che non fa parte dello spettacolo come ti sei trovato tra lustrini e paiettes?

Questa è una gran bella domanda. Molti dicono che è come se avessi fatto parte di questo mondo da sempre per la tenuta del palco e per la mia capacità naturale di comunicare. In realtà è stato un anno fondamentale di apprendistato; ho imparato da tutte le persone con le quali in un modo o nell’altro ho avuto modo di venire a contatto. Il resto lo ha fatto la mia abnegazione e passione costante per quello che faccio, una voglia estrema di migliorare e di andare costantemente oltre i miei limiti. Sono fermamente convinto che si possa trasmettere un messaggio culturale forte di inclusione dove inserire non solo chi è in difficoltà ma anche generazioni diverse, andando ad abbracciare quelli che sono anche i desideri dei giovani, troppo spesso poco ascoltati. Ecco, in me è chiaro il concetto che i sogni non possono spegnarsi all’alba, ma anzi sopravvivere ad essa e alimentarsi con il metodo, con la disciplina e l’amore per quello che si fa. Inevitabilmente in questo processo si fanno errori ma proprio questi sono importanti per la nostra crescita.

Hai girato l’Italia in lungo e largo con lo spettacolo teatrale. Ti va di raccontarci con i tuoi occhi cosa ha suscitato in te maggior gioia?

Questa è davvero stata un’esperienza incredibile. Quando lo spettacolo teatrale ha debuttato ad Aprilia lo scorso 21 Maggio, venivo preso per folle dal mio stesso gruppo di lavoro mentre dichiaravo loro che lo avrei portato nei teatri italiani, che non sarebbe rimasta un’esperienza locale. Nella vita è determinante credere in quello che si fa, altrimenti è inutile cominciare un percorso, qualunque esso sia. Certo è stato un cammino arduo, oggi, soprattutto dopo un periodo di pandemia, per portare in giro per l’Italia uno spettacolo del genere, che ricordiamo essere formato da una compagnia di 18 persone, ci vogliono investimenti forti da un lato e capacità manageriali di diventare in pochissimo tempo “imprenditori di se stessi” allargando la rete comunicativa, coinvolgendo Aziende che credano nel progetto e trovare collaboratori che lo amino a tal punto di identificarsi in esso. Per me tutto questo è diventato ben presto uno degli obiettivi principali, e dopo uno scouting continuo e che mai terminerà, posso dire di aver ottenuto risultati buoni ma che ben presto dovranno diventare ottimi. In questo senso la nascita dell’Associazione Liberi Eventi della quale sono Presidente, e tutta la struttura che si sta creando dai settori tecnici, amministrativi e commerciali, indicano appunto come non sia più solo un desiderio di diffusione culturale, ma un vero e proprio movimento strutturato che lo accompagni. La gioia più grande è stata calcare la scena, capire e comprendere come lo spettacolo di volta in volta migliorasse e fosse apprezzato dal pubblico da Nord a Sud.

Dicembre è sempre un mese di bilanci. Si tende a riassumere i pro e contro dei 12 mesi trascorsi. Due cose negative e due positive del 2022?

In realtà le cose belle sono riuscite a fondersi con quelle negative, nel senso che per tutto l’anno le cose accadute hanno portato con se momenti gioiosi che al contempo portavano in essi anche quelli negativi. Questo è dovuto alla velocità degli accadimenti, il mio andare sempre a 200 km/h porta spesso a far scappare le persone che collaborano con me. Non è semplice starmi dietro, da una parte risulta meraviglioso perché credo di riuscire a far sentire importanti da tutti i punti di vista i miei collaboratori, ma dall’altra dando tutto me stesso, chiedo anche molto proprio perché sono fermamente convinto che se si sposa un progetto e si ha una sana e corretta ambizione nel voler crescere, si debba remare tutti dalla stessa parte.

Quale parola ritieni possa caratterizzare al Top questo tuo 2022?

EVOLUZIONE. Tutto è cambiamento, le persone spesso non evolvono perché non accettano di infrangere le proprie zone di conforto, che da una parte ci fanno stare bene ma dall’altra pongono ostacoli alla crescita stessa. Sono fermamente convinto, che l’unico modo per crescere, sia tirare fuori il proprio naso dalle comodità, il bello si annida nelle cose difficili da ottenere, nel non essere scontati, che rovina i rapporti e spezza legami. Il futuro è lì fuori, ma per sentirsi spettatori non assenti della propria vita si deve avere il coraggio di rompere gli schemi e provare a fare quello che nessuno per comodità farebbe.

Quali i tuoi progetti futuri?

Ce ne sono tanti, alcuni non posso ancora svelarli per scaramanzia, intanto a Febbraio sarò di nuovo a CasaSanremo come ambasciatore alla cultura per Mediavox Magazine avendo contribuito a selezionare Writers di grandissimo prestigio per la kermesse sanremese. Sicuramente proseguirà il percorso teatrale con tantissime novità e con più di uno spettacolo che girerà per i teatri italiani. Poi…. Lo scoprirete insieme a me!!!!!

Saluta i lettori con un augurio speciale per questo nuovo anno appena iniziato.

Il saluto è un’esortazione in parte già definita nelle risposte precedenti. Sappiate vivere della capacità di guardare sempre oltre i propri limiti, è meraviglioso vivere ai “confini” perché si ha una visione sempre più ampia di ogni orizzonte che avremo modo di ammirare.

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