Fabrizio Corona, arrestato 9 giorni fa con l’accusa di intestazione fittizia di beni, rimarrà in carcere. Lo ha deciso il gip di Milano Paolo Guidi che ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai suoi difensori, i legali Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra. Il giudice, inoltre, ha respinto anche la richiesta di scarcerazione, presentata dal legale Cristina Morrone, per Francesca Persi, collaboratrice di Corona e ritenuta «prestanome» dell’ex fotografo dei vip.
Per il giudice le esigenze cautelari permangono ancora.
Corona, in sostanza, ha spiegato: «I contanti trovati nel controsoffitto e quelli in Austria (900mila euro secondo Corona) sono frutto del mio lavoro e di quello della società Atena e avevo intenzione di pagare le tasse». Per la difesa, tra l’altro, sarebbe ancora in tempo per versare le imposte e non rischiare l’accusa di evasione. Per l’accusa, tuttavia, tutto quel denaro (quasi tre milioni di euro, tra i contanti nascosti nel controsoffitto e quelli in Austria) Corona non poteva averlo, perché era in regime di affidamento e risultava formalmente solo un semplice collaboratore di Atena pagato con un fisso mensile. E proprio per eludere le «disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale», secondo l’accusa, e per questo motivo avrebbe usato la Persi . Da qui l’accusa di intestazione fittizia di beni.
Gli inquirenti stanno ancora indagando anche sulla provenienza di quel denaro, perché lo stesso gip, tra l’altro, nell’ordinanza aveva fatto notare come «sembra incredibile che Corona abbia racimolato circa 3 milioni di euro in neanche un anno di tempo (solo dall’ottobre 2015 aveva modo di muoversi liberamente per svolgere le citate serate)».

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