Avere le idee ben chiare oggi per un giovane è una cosa fondamentale, soprattutto in questa epoca dove tutto è veloce. Trovare la propria collocazione nel mondo del lavoro, non è cosa semplice, anche se tuo padre è un noto imprenditore e di cognome fa Franceschi, soprattutto se si ha come desiderio creare qualcosa in proprio legato alle proprie passioni. E così quasi per sfida, quasi per gioco inizia l’avventura di Alberto Franceschi, giovanissimo imprenditore padovano classe ’92, laureato in economia internazionale all’ Università di Padova.

Molti di voi penseranno “ si vabbè è il classico figlio di papà”, magari è stato aiutato dallo status familiare, ma credetemi dopo aver conosciuto Alberto capirete che questo ragazzo ha grinta e idee da vendere. Aiutato dall’ aspetto da ragazzo della porta accanto, quando inizi a chiaccherare con lui capisci il motivo per il quale la sua Start Up, legata alla produzione delle scarpe, stia prendendo sempre più terreno nel panorama del fashion system. Un nome davvero singolare per il suo brand, dovuta al fatto che Jekyll and Hyde era uno dei suoi romanzi preferiti, nonché la sua filosofia di vita e nel vestire. Sinonimo di doppia personalità? Beh, diciamo che attraverso Hide & Jack, Alberto fa vivere un suo alterego, un brand quindi che gira intorno alla filosofia della doppia personalità in tutte le collezioni fino ad oggi.

Attirare l’attenzione, è sempre stata una priorità fin da piccolo, racconta Alberto,

che incontro quasi per caso durante l’ultimo Pitti Immagine Uomo. Iniziamo una bella chiaccherata, come due amici che non si incontrano da tempo e hanno tanto da raccontarsi. Questo giovane imprenditore, mi ricorda la parte bella dei giovani italiani, che vedevo in film come “Yuppies”, dove il ceto medio/alto, era sempre li pronto a far business senza mai dimenticare l’obbiettivo primario, cioè godersi a pieno la vita.

L’idea di poter vestire, oppure di creare qualcosa per le persone che potesse diventare uno status era ed è oggi il suo sogno, la sua passione, nati nella più tenera età.

La nostra chiaccherata continua, e Alberto mi comunica sempre più quei valori e tradizioni che la sua famiglia gli ha trasmesso, non fa segreto che per lui è un punto di riferimento e che non fa nulla senza parlare o confrontarsi con loro. Il padre, titolare della terza tipografia più importante d’Europa, gli ha insegnato le basi per essere un imprenditore, ovvero impegno, passione, forza di volontà, ma soprattutto a rischiare, perché in fondo a tutti o quasi il piacere che genera questa sensazione piace.

Hide & Jack racchiude, una formula semplice, una forza e stile “Made in Italy”. Tutto viene ispirato, pensato e creato in Italia, perché in fondo possiamo dirlo, un prodotto creato nel nostro Paese ha sempre quel qualcosa di magico agli occhi di tutto il globo.

Alberto, cittadino del mondo che assieme alla fidanzata Natasha, fratelli e amici ama viaggiare, pensa sia importante che il suo prodotto nasca dove sono è nato lui, perchè la manifattura della moda, secondo il pensiero del giovane imprenditore, ha solo una sede operativa, cioè l’Italia.

Come due vecchi amici che non si vedono da tempo, siamo giunti al momento dei saluti, una stretta di mano, forte e decisa, e poche semplici parole, che fanno sicuramente pensare ad un “Arrivederci”, più che a un “Addio”, perché sono sicuro che molto presto sentirò sempre più parlare di questo giovane e determinato imprenditore. Quindi mi congedo con un semplice “A presto Alberto”.

Di Cristiano Gassani

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