Una volta, dopo cena, in una splendida località sul mare dove ci aveva invitato per uno dei suoi abituali congressi, ovviamente in Sardegna, Costanzo organizzò una partitina di poker.

Lui non partecipò, era simpatico, ma una schiappa. Al tavolo con noi, in un giardino affollato da mamme, nonne e bambini schiamazzanti, c’era anche Francesco Totti. Partecipava anche Tosatti, incazzosissimo e – devo dirlo – pessimo pokerista. Non gli piaceva perdere e, quando era sconfitto in un piatto per lui sfortunato, urlava vari epiteti al vincitore concludendo immancabilmente così: “Hai vinto, sì, ma hai giocato malissimo!” Quella serà non aveva valutato le enormi possibilità economiche di Totti, rispetto a noi. Francesco giocava sempre, tutte le mani, anche con carte pessime in mano: era in una serata di grande fortuna, recuperava e vinceva. E Tosatti urlava più del solito, con il suo slogan immancabile. Verso Totti, imperturbabile. Ci divertivamo tutti e più di tutti rideva Costanzo…

Cesare Lanza

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