Ti chiamerò Acquamarina

 

Oggi nella rubrica “Superstelle” vogliamo presentarvi un libro speciale…

Ti Chiamerò Acquamarina edizioni Florestano

Ecco cosa ha risposto l’autrice, Giusy Scattarelli, alle nostre domande per voi!

 

Marta e la sua vita: cosa diresti a chi si imbatte per la prima volta nella lettura del tuo libro e vuole sapere chi sei nella vita e di cosa ti occupi, come mai una trama così densa di pathos?

 

Mi presento: sono Giusy Scattarelli, sono laureata in Giurisprudenza ed ho lavorato per qualche tempo come impiegata in una società finanziaria. Ad un certo punto, per le vicissitudini della mia azienda, ma anche per libera scelta, ho deciso di dedicarmi alla mia famiglia, continuando però a coltivare i miei hobbies e le mie passioni, che sono veramente tante. Infatti amo leggere, disegnare, ascoltare musica, vedere film e spettacoli di teatro, di musica e di ballo. Insomma, sono una normalissima mamma e moglie, con il pallino della scrittura e della creatività, che ama il microcosmo domestico e le grandi forze dell’animo e della natura.

La trama è densa di pathos perché mi piace scrivere così, con sentimento e passione: forse è un modo antico di scrivere, ma può piacere a qualcuno, spero.

 

Il tuo rapporto con la tua terra la tua città natale quanto ti hanno influenzato nella realizzazione del tuo libro?

 

Mi ha influenzato tantissimo: sono letteralmente “impastata” con la mia terra, la Puglia, e con la mia città natale, Bari, anche se normalmente vivo in un paese non lontano e legato alla storia della mia famiglia materna. Mi è sembrato quindi naturale collocare in questa sede le vicende narrate nel mio libro, perché per me sono lo sfondo migliore.

Questo è il posto dove so immaginarmi meglio, mi viene spontaneo scrivere…Bari è una città magica, piena di luce e di incanto, specialmente vicino al suo mare blu ed al suo bianco borgo antico, tutto da scoprire.

È una città di vento e di sole, di barche e di persone aperte…. Dunque Bari e la Puglia sono stati lo sfondo ideale per il mio libro, quello più naturale per me. La Puglia possiede moltissime vestigia del suo passato, e tantissime diversità ambientali.

Ha il clima più bello del mondo, quello che ti permette di vivere primavere, estati e autunni bellissimi e inverni miti.

Ti chiamerò Acquamarina

Il tuo percorso, quello che ti ha portato a essere consapevole di voler scrivere un libro…

 

 La passione per la scrittura nasce da quando ero piccola, ho scritto qualsiasi cosa su qualsiasi supporto, anche non cartaceo.

I primi sintomi della mia “malattia” per la scrittura li ho avvertiti in terza media, poi ho cominciato a scrivere in quinto ginnasio…ho cominciato con le poesie e con le mie sensazioni scritte a ruota libera sui “diari segreti”, che poi tanto segreti non erano.

Ho sempre avuto il desiderio di scrivere storie, ma spesso le lasciavo a metà: preferivo scrivere le cronache divertenti dei miei viaggi, ma ovviamente tutto questo era destinato ad un pubblico molto limitato, tutto continuava a ruotare intorno a me in modo un po’ stantio.

Una quindicina d’anni fa ho scritto i miei primi racconti compiuti, ma poi li ho chiusi nel mio cassetto ed ho continuato a scrivere cose più ordinarie, come lettere o ancora cronache vacanziere.

La consapevolezza e la netta volontà di scrivere un libro e possibilmente di pubblicarlo è arrivata solo da poco e mi ha condotto fin qui.

 

Dove ti vedi di qui ai prossimi 5 anni? Accanto a quali nomi in libreria?

 

Nei prossimi cinque anni mi vedo a scrivere tutto quello che mi piace, ascoltando la vocina del Peter Pan che vive sempre dentro di me, l’eterno fanciullo.

Con umiltà, non posso prevedere se sarò in libreria e accanto a quali nomi, ma presumo che mi piacerebbe stare accanto ai nomi dei miei scrittori preferiti, anche quelli classici e più antichi. Adoro Jules Verne…

 

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